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L'importanza della formazione del visual merchandiser

L'importanza della formazione del visual merchandiser

Il visual merchandiser e il vetrinista sono figure ricercate ed ormai sono strategiche per le grandi catene nazionali ed internazionali, soprattutto di moda. In questi casi ricercano profili con esperienza e conoscenza di lingue, seguendo la logica del mercato per la quale più il marchio è di lusso, più il profilo è alto. 

E’ consigliabile una formazione in un liceo artistico, in scenografia o architettura, dove si affina la sensibilità artistica. Una dote fondamentale: abilità manuale, perché deve usare indifferentemente carta, metallo, pvc o tessuto.

Come orientarsi tra i corsi? Attualmente i corsi sono tanti, se ne contano più di venti, organizzati da enti, scuole private e università, ma non tutti sono altamente qualificati ed in grado di fornire al futuro professionista gli strumenti idonei per affrontare il mondo del lavoro. Pertanto, è fondamentale analizzare e ponderare bene prima di iscriversi.

La carriera? Può raggiungere ottimi risultati in cinque anni. Il visual merchandising non è ancora riconosciuta come una vera e propria disciplina e delle due anime che la compongono si fa di solito riferimento a quella estetica, relegando quella commerciale ad un ruolo marginale. Il punto vendita deve essere inteso come uno strumento di comunicazione e valorizzazione dell'identità di marca e d’insegna. Per questo la formazione deve fornire strategie di marketing, orientato al valore per il cliente. Diventa necessario adottare un percorso di progettazione e gestione dello spazio in chiave di comunicazione, partendo dall'analisi del cliente, di come vive e interpreta gli spazi.

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